Conferenza stampa della vigilia · Corea del Sud – Uzbekistan: Cultura di spogliatoio e modello di gioco
Conferenza stampa della vigilia · Corea del Sud – Uzbekistan: Cultura di spogliatoio e modello di gioco
Alla vigilia della quarta e ultima partita del ritiro di settembre-ottobre, Robert Moreno ha incontrato i media a Yongin per presentare la sfida contro l’Uzbekistan. In un clima di forte pressione mediatica dopo il pareggio a reti bianche contro il Venezuela, il commissario tecnico ha affrontato con chiarezza la gestione interna dello spogliatoio, le gerarchie di squadra e la flessibilità tattica.
Fedele al principio per cui lo staff tecnico deve fungere da scudo per i propri calciatori, Moreno ha spento sul nascere ogni polemica sui singoli, riportando il confronto sulla responsabilità comune e sui principi di gioco.
«Quello che succede dentro, resta dentro»
Interrogato sull’atmosfera interna e sulle dichiarazioni rilasciate da alcuni calciatori dopo la gara precedente, il tecnico ha ribadito con serenità le regole della squadra:
«Quello che succede nello spogliatoio rimane nello spogliatoio. Ciò che devo dire ai miei giocatori lo dico direttamente a loro, a quattr’occhi e con il mio staff. Non credo nel calcio delle recriminazioni pubbliche. Kim Min-jae vuole vincere quanto me; quando chiede di vincere i duelli e le seconde palle, chiede esattamente quello su cui lavoriamo: difendiamo in undici. La fase di non possesso non è una questione tra reparti separati, è un dovere di tutta la squadra.»
Allo stesso modo, ha fugato qualsiasi voce sulla fascia di capitano:
«Son Heung-min è il nostro capitano. Lo era quando siamo arrivati, lo abbiamo rispettato dal primo giorno e non è minimamente in discussione. Le gerarchie e il rispetto istituzionale in questo gruppo sono solidi.»
Il sistema tattico al servizio del talento
Sul versante metodologico, Moreno si è soffermato sulla struttura tattica e sull’adattamento del modello di gioco alle caratteristiche degli avversari:
«Un sistema tattico non è buono o cattivo di per sé. Lo schieramento è uno strumento al servizio dei calciatori e delle esigenze della partita, non un dogma intoccabile. Ciò che non si discute sono i principi: l’occupazione razionale degli spazi, l’intensità dopo la perdita del possesso e la volontà di comandare il gioco. I moduli cambiano a seconda del contesto, ma la nostra identità e l’atteggiamento competitivo non cambiano mai.»
La conferenza ha messo in luce l’autorevolezza di uno staff tecnico capace di assorbire le pressioni ambientali per garantire la serenità di cui la squadra ha bisogno per competere al vertice.
